NOCE

Reperti archeologici indicano che i frutti del noce venivano utilizzati come alimento già 9000 anni fa. Le prime testimonianze scritte risalgono a Plinio il Vecchio e Columella. Relazioni di Plinio nel suo Naturalis historia testimoniano l’importazione del noce in Europa da parte dei greci tra il VII e il V secolo a.C. dall’Asia minore.

Infatti, ci sono riscontri sulla presenza del noce già dall’era Terziaria in Europa. A seguito delle glaciazioni, alcuni esemplari sono riusciti ad arrivare nel bacino del Mediterraneo. Dunque, l’areale del noce nell’età quaternaria si estendeva dalla penisola balcanica fino all’Asia centrale. Sono ancora oggi presenti dei caratteristici boschi puri di noce in Kirghizistan, sulla catena montuosa Tien Shan.

Il noce comune (Juglans regia) tollera bene suoli debolmente acidi e calcarei, mentre il noce nero (Juglans nigra) necessita di terreni freschi e leggermente acidi. Il noce è un albero di facile coltivazione, ma il terreno su cui è coltivato deve essere ricco di sostanza organica. Bisogna prestare particolare attenzione all’apporto idrico nel mese di giugno, perché, in caso di mancanza d’acqua, i frutti risulteranno piccoli. L’acqua in tarda primavera è fondamentale anche perché è il momento dell’induzione fiorale (i futuri fiori dell’anno successivo). Siccità o gelate tardive in questo momento comprometterebbero il raccolto dell’anno successivo.

Gli alberi coltivati sono innestatie cominciano a produrre al quinto-sesto anno. Sono in piena produzione dal 25º anno ai 70 anni. Il noce nero è talvolta usato come portinnesto perché resiste alla muffa soprattutto nelle zone umide.

Ci sono diverse varietà di noci: la Reggia, la California, la Chandler, la Franquette, Sorrento, ecc.
Il tipo che privilegiamo è la noce Reggia, molto resistente alle malattie; il frutto è di media grandezza, ma molto pregiato: viene molto usato nelle lavorazioni dolciarie e, se usata come porta innesto, fa da impollinatore.
L’albero è maestoso e imponente, il suo legno usato per costruire mobili e porte interne, la fruttificazione è precoce e resistente alla virosi. Prevediamo di avere più varietà di piante di noce nei prossimi anni.

NOCE

Reperti archeologici indicano che i frutti del noce venivano utilizzati come alimento già 9000 anni fa. Le prime testimonianze scritte risalgono a Plinio il Vecchio e Columella.
Relazioni di Plinio nel suo Naturalis historia testimoniano l’importazione del noce in Europa da parte dei greci tra il VII e il V secolo a.C. dall’Asia minore.

Infatti, ci sono riscontri sulla presenza del noce già dall’era Terziaria in Europa. A seguito delle glaciazioni, alcuni esemplari sono riusciti ad arrivare nel bacino del Mediterraneo. Dunque, l’areale del noce nell’età quaternaria si estendeva dalla penisola balcanica fino all’Asia centrale. Sono ancora oggi presenti dei caratteristici boschi puri di noce in Kirghizistan, sulla catena montuosa Tien Shan.


Il noce comune (Juglans regia) tollera bene suoli debolmente acidi e calcarei, mentre il noce nero (Juglans nigra) necessita di terreni freschi e leggermente acidi. Il noce è un albero di facile coltivazione, ma il terreno su cui è coltivato deve essere ricco di sostanza organica. Bisogna prestare particolare attenzione all’apporto idrico nel mese di giugno, perché, in caso di mancanza d’acqua, i frutti risulteranno piccoli. L’acqua in tarda primavera è fondamentale anche perché è il momento dell’induzione fiorale (i futuri fiori dell’anno successivo). Siccità o gelate tardive in questo momento comprometterebbero il raccolto dell’anno successivo. Gli alberi coltivati sono innestatie cominciano a produrre al quinto-sesto anno. Sono in piena produzione dal 25º anno ai 70 anni. Il noce nero è talvolta usato come portinnesto perché resiste alla muffa soprattutto nelle zone umide.

Ci sono diverse varietà di noci: la Reggia, la California, la Chandler, la Franquette, Sorrento, ecc.
Il tipo che privilegiamo è la noce Reggia, molto resistente alle malattie; il frutto è di media grandezza, ma molto pregiato: viene molto usato nelle lavorazioni dolciarie e, se usata come porta innesto, fa da impollinatore.
L’albero è maestoso e imponente, il suo legno usato per costruire mobili e porte interne, la fruttificazione è precoce e resistente alla virosi. Prevediamo di avere più varietà di piante di noce nei prossimi anni.

NOCE

Reperti archeologici indicano che i frutti del noce venivano utilizzati come alimento già 9000 anni fa. Le prime testimonianze scritte risalgono a Plinio il Vecchio e Columella. Relazioni di Plinio nel suo Naturalis historia testimoniano l’importazione del noce in Europa da parte dei greci tra il VII e il V secolo a.C. dall’Asia minore.

Infatti, ci sono riscontri sulla presenza del noce già dall’era Terziaria in Europa. A seguito delle glaciazioni, alcuni esemplari sono riusciti ad arrivare nel bacino del Mediterraneo. Dunque, l’areale del noce nell’età quaternaria si estendeva dalla penisola balcanica fino all’Asia centrale. Sono ancora oggi presenti dei caratteristici boschi puri di noce in Kirghizistan, sulla catena montuosa Tien Shan.

Il noce comune (Juglans regia) tollera bene suoli debolmente acidi e calcarei, mentre il noce nero (Juglans nigra) necessita di terreni freschi e leggermente acidi. Il noce è un albero di facile coltivazione, ma il terreno su cui è coltivato deve essere ricco di sostanza organica. Bisogna prestare particolare attenzione all’apporto idrico nel mese di giugno, perché, in caso di mancanza d’acqua, i frutti risulteranno piccoli. L’acqua in tarda primavera è fondamentale anche perché è il momento dell’induzione fiorale (i futuri fiori dell’anno successivo). Siccità o gelate tardive in questo momento comprometterebbero il raccolto dell’anno successivo. Gli alberi coltivati sono innestatie cominciano a produrre al quinto-sesto anno. Sono in piena produzione dal 25º anno ai 70 anni. Il noce nero è talvolta usato come portinnesto perché resiste alla muffa soprattutto nelle zone umide.

Ci sono diverse varietà di noci: la Reggia, la California, la Chandler, la Franquette, Sorrento, ecc.
Il tipo che privilegiamo è la noce Reggia, molto resistente alle malattie; il frutto è di media grandezza, ma molto pregiato: viene molto usato nelle lavorazioni dolciarie e, se usata come porta innesto, fa da impollinatore.
L’albero è maestoso e imponente, il suo legno usato per costruire mobili e porte interne, la fruttificazione è precoce e resistente alla virosi. Prevediamo di avere più varietà di piante di noce nei prossimi anni.